Il valore dirompente dell’IoT nel mercato italiano

Giu 30, 2015
 

 

 

  di Simona Lissemore, Project Manager di NetConsulting cube

 

Secondo il Global Center for Digital Business Transformation entro il 2020 numerosi settori economici saranno impattati dalla Digital Disruption che cambierà pelle ai modelli di business, di offerta e all’intera value chain delle aziende. Esse ragioneranno quasi esclusivamente in logica digitale, secondo diverse combinazioni di elementi di valore, che daranno origine a nuovi modelli di business sempre più innovativi e dirompenti piano piano che ci si avvicina al centro del “Vortice digitale”.

La fonte di buona parte della Digital Transformation e dell’evoluzione dei modelli di business è e sarà l’Internet of Things che, da qui al 2020, modificherà gli assetti competitivi e di offerta di molti settori economici, anche in Italia. Il nostro Paese infatti ha la grande opportunità di combinare i propri punti di forza – creatività e capacità imprenditoriale – con i vantaggi che derivano da un paradigma in grado di portare nelle aziende innovazione di prodotto, evoluzione dello stesso in logica di servizio monetizzabile, innovazione di processo, estensione della value chain a tutta la filiera.

Octo Telematics, Cobra, Enel tanto per citare i casi più conosciuti, sono eccellenze italiane leader globali nella propria offerta grazie all’Internet of Things, Atooma è una start up che permette di gestire oggetti dallo smartphone che ha all’attivo collaborazioni con realtà quale Samsung, e quest’anno è stata finanziata anche da Unicredit.

Secondo i dati di NetConsulting cube, il mercato dell’IoT nel 2015 raggiungerà il valore di 1,8 Miliardi di euro, in crescita del 14% rispetto al consolidato dell’anno precedente, pari a 1,6 Miliardi di euro.

 

Il mercato italiano dell’IoT – valori in milioni di euro

Fonte: NetConsulting cube, 2015

 

Dal nostro punto di osservazione sul mercato, arricchito dalle attività di analisi, interviste sul campo e supporto consulenziale che NetConsulting cube svolge per i clienti dell’offerta e della domanda, sono dati incoraggianti. In particolare presso il comparto manifatturiero sta crescendo in modo molto importante l’attenzione e l’analisi del valore dell’IoT e delle sue potenzialità sul business e sui processi.

Non si tratta più quindi di una esigenza limitata ad alcuni comparti che ormai denotano una adozione avanzata delle soluzioni IoT, quali l’automotive, le utilities con gli smart meter, le assicurazioni con la black box ma di comparti quali l’alimentare, il vending ed il retail più in generale, fino ad arrivare all’agricoltura.

Gli approcci sono diversificati, tuttavia è possibile individuare un trait d’union che parte dall’innovazione del prodotto, per poi allargarsi all’innovazione dei processi, e spesso questa seconda fase parte dai sistemi di fabbrica.

Il prodotto e la sua evoluzione verso il mondo dei servizi sono oggi al centro della revisione delle strategie di business di diverse aziende, dall’automotive agli elettrodomestici bianchi fino al B2B, sono diverse le iniziative che stanno prendendo vita con l’obiettivo di recuperare marginalità, fidelizzare il cliente, ottimizzare la filiera dell’assistenza sul territorio. Tra i comparti che stanno maturando l’esigenza sono presenti anche quelli dei macchinari e degli impianti industriali, che, nella logica della manutenzione da remoto ipotizzano di utilizzare sensori e piattaforme di monitoraggio.

Un elemento che oggi sta diventando molto importante è la possibilità di connettere e ricavare dati dall’oggetto, evidenziando eventuali esigenze di manutenzione straordinaria, il reale ciclo di vita dei componenti, le modalità di uso dei clienti. Tutte queste informazioni, se opportunamente raccolte e analizzate, permettono all’azienda di ottimizzare l’attività di R&D e innovazione, di correggere alcune modalità di utilizzo, pianificare gli interventi e di conseguenza di avere clienti più soddisfatti e savings derivanti da una migliore pianificazione.

Se il prodotto oggi sta evolvendo grazie all’IoT, in Italia abbiamo notato negli ultimi mesi delle accelerazioni anche nell’ambito dell’agricoltura di precisione e dell’innovazione della fabbrica.

Per quanto riguarda l’agricoltura di precisione, in particolare in ambito vitivinicolo sta crescendo l’uso di sensori, paline meteo avanzate, droni con telecamere a infrarossi, sonde al fine di rilevare lo stato di salute dei vitigni, l’esigenza di fertilizzanti, il grado di acidità e umidità del terreno, il grado di maturazione dell’uva. Nasce quindi la necessità di raccogliere i dati, le informazioni e le immagini, archiviarli e poterli comparare nel tempo tramite sistemi IoT a cui si affianca anche l’utilizzo di app per device specifici o per smartphone e tablet, oppure di wearables a supporto degli agronomi.

Infine, l’innovazione della fabbrica e dei processi che la sostengono e la alimentano, la cui accezione più ampia è quella dell’Internet Industrial, è un tema che sta emergendo all’attenzione di diverse aziende manifatturiere ed alimentari.

Si sente l’esigenza di automatizzare maggiormente le catene di produzione, di effettuare asset management e manutenzione predittiva anticipando eventuali guasti, di incrementare l’efficienza energetica degli impianti e la sicurezza. Inoltre si sente l’esigenza di monitorare congiuntamente con un unico strumento di controllo diverse linee produttive geograficamente distribuite. Cio’ che non è ancora ben focalizzato dalle aziende è come utilizzare i dati raccolti, con quali modellizzazioni e con quali motori, anche se vi è la convinzione che la raccolta dei dati permetterà di leggere i propri processi in modalità nuove, e di scoprire aree di inefficienza o di policies sbagliate che non sono ad oggi evidenti, oltre che di determinare dei KPI di confronto sull’efficienza delle fabbriche.

Infine, una osservazione sull’approccio delle aziende alle nuove sfide proposte dall’IoT e dall’Internet Industrial, come detto vi è in generale una consapevolezza sulla irreversibilità di questo fenomeno accompagnata tuttavia ancora da un senso di incertezza sulle scelte migliori da fare. In generale sul tema dell’IoT viene coinvolto direttamente il Top Management ma vi sono alcuni aspetti nodali che le aziende devono intraprendere:

  • Acquisire e accrescere le competenze interne sul tema dell’IoT e quindi diffondere cultura. Spesso le competenze e le risorse che servono per affrontare un progetto di tale portata, con impatti sul modello di business aziendale derivano da tutte le business unit – R&D, marketing, operations, IT, commerciale – per cui può essere opportuno creare team agili cross funzionali, guidati da logiche di open innovation che si occupino di approfondire il tema
  • Trovare sul mercato professionisti e fornitori capaci di sposare e di supportare la visione dell’azienda e di accompagnarla nella IoT Journey partendo dai processi e dai bisogni di innovazione, prima ancora che dalla tecnologia

Le aziende italiane di quasi tutti i settori oggi si trovano ad un bivio molto importante, la scelta della strada da percorrere ne determinerà il successo e la crescita futura, è quindi molto importante già oggi tracciare il sentiero verso l’Internet di tutte le cose e delle persone e coglierne appieno tutte le opportunità.

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