Il mercato ICT nel 2010: una ripresa trainata da nuovi fattori di crescita

Giu 19, 2011
 

(Giancarlo Capitani – amministratore delegato NetConsulting)

Il 2010 è stato un anno sicuramente più positivo dell’horribilis 2009 per il mercato mondiale dell’ICT che è cresciuto a livello mondiale del 4.9% contro un calo dell’1.5% nell’anno precedente, grazie alla combinazione tra una ripresa molto consistente nell’informatica,che recupera circa 10 punti percentuali di crescita(da -5,4% a +4,4%), ed una più fisiologica nelle telecomunicazioni (da +1,1% a +5,1%), il cui andamento è tradizionalmente meno ciclico di quello dell’IT. Questo dato aggregato di crescita dell’ICT a livello mondiale è da un lato ingannevole e, dall’altro, risulta poco in grado di descrivere ciò che realmente sta accadendo nel mercato e quali siano i nuovi motori di domanda.

Il dato è ingannevole in quanto la crescita media è il risultato di dinamiche molto differenti tra aree e Paesi, se si considera, ad esempio, che il mercato IT è cresciuto in Cina del 14%, in India del 19.6%, negli Stati Uniti del 5%, in Europa soltanto dell’1.2 e in Spagna è calato del 3.4%.

Inoltre, la realtà che il dato non può descrivere è da un lato lo straordinario livello di diffusione degli strumenti ICT a livello mondiale, che è stato molto significativo anche nel 2010 ,nonostante il mercato fosse ancora in fase di riassetto e, dall’altro, l’intensità e la varietà con cui questi strumenti vengono utilizzati soprattutto nel mondo consumer (fig. 1). Il che consente di affermare che il mondo è ormai entrato in una fase di digitalizzazione di massa.

Figura 1-Il nuovo mondo digitale nel 2010

Fonte: Assinform/NetConsulting (marzo 2011)

La ripresa del mercato è dunque attualmente alimentata da fattori nuovi che derivano da mutamenti strutturali profondi che diventeranno sempre più visibili nei prossimi anni.

Tra questi i più rilevanti sono i seguenti:

• Il rilevante spostamento della domanda e dell’utilizzo di strumenti e servizi ICT verso i Paesi emergenti dove sta sviluppandosi un consistente ceto medio dotato di un discreto potere d’acquisto. Questo fenomeno, che interessa in modo particolare Brasile, Cina, India e Russia e già oggi significativamente rilevante in Cina dove nel giro di pochissimi anni si è formato un ceto medio ad
elevato reddito valutato in circa 100 milioni di persone nel 2010 che si prevede diventeranno 425 milioni nel 2020
• Il baricentro del mercato ICT si sta dunque spostando verso i Paesi emergenti ad elevata presenza di popolazione
• L’aumento esponenziale da parte dell’individuo tecnologico e digitale nelle sue varie vesti e funzioni che svolge nella vita quotidiana (consumatore, dipendente, cittadino)del potere di condizionare e stimolare le strategie di digitalizzazione e di innovazione di imprese, istituti finanziari e Pubbliche Amministrazioni con cui esso si relaziona
• I Paesi avanzati, i cui mercati ICT crescono di più, sono quelli dove il sistema di vendor è maggiormente capace di interpretare questo nuovo profilo di domanda e di rispondere in tempi rapidi con un nuovo portafoglio di offerta

Questi fenomeni stanno determinando delle forti criticità presso i vendor ICT che sono costretti ad un riposizionamento strutturale in questo nuovo scenario.

Gli elementi che caratterizzano questo scenario sembrano essere i seguenti:

• Lo spostamento più rapido del previsto della produzione di device, componenti e servizi ICT verso i Paesi del Sud Est Asiatico, stimolato anche dalla crescita della domanda interna
• La formazione di filiere d’offerta sempre più articolate e complesse che integrano tecnologie, soluzioni, servizi, contenuti digitali e infrastrutture a larga banda
• La formazione conseguente di ecosistemi di operatori provenienti da differenti settori che agiscono all’interno della filiera con differenti funzioni e attraverso differenti capofila
• Lo spostamento della marginalità all’interno della filiera dalla connettività e dalle infrastrutture di rete ai fornitori di servizi e contenuti (over the top), con conseguenze negative sui servizi tradizionali di telecomunicazione
• Lo shift dalla vendita di prodotti nel mondo IT alla vendita di servizi a consumo attraverso il cloud computing
• La creazione di giganteschi negozi di applicazioni a basso prezzo(Apps Stores) facilmente scaricabili e utilizzabili

Il mercato italiano dell’ICT sta vivendo in modo meno accentuato e innovativo queste trasformazioni strutturali sia sul lato della domanda che su quello dell’offerta.

La spesa ICT, al contrario di quanto è avvenuto a livello mondiale, ha continuato ad avere un andamento negativo ed è calata del 2.5% nel 2010, dopo il -4.2% del 2009.

Entrambi i segmenti del mercato hanno avuto un andamento negativo: le telecomunicazioni hanno avuto un trend in peggioramento,dal -2,3% al -3%, dovuto sia al segmento fisso (-2.6%) che a quello mobile (-3.2%) mentre l’informatica ha registrato un miglioramento, passando dal -8.1% del 2009 al -1.4% del 2010.

Il peggioramento delle performance di crescita del mercato delle telecomunicazioni è dovuto non tanto a minori volumi di traffico di voce e dati, quanto all’effetto di riduzione costante delle tariffe indotto dalla accesa competizione tra operatori per fidelizzare e conquistare clienti, in particolare nel mobile,segmento che per la prima volta registra una dinamica negativa (-3.2%), corrispondente ad una spesa mancante di circa 600 Mln di Euro.

Analogamente, nel segmento delle fisse, la voce cala dell’8.1%, mentre, al contrario, il fatturato derivante dagli accessi a Internet cresce del 7.4%, per un valore di circa 3.5 Mld di Euro. Oltre a quest’ultimo vanno, tuttavia, menzionati altri indicatori positivi relativi al mercato delle telecomunicazioni in Italia nel 2010:

• La crescita del 6.9% del numero di accessi a banda larga che raggiungono i 13.3 milioni di unità con un aumento del 19% di quelli in fibra ottica
• L’ulteriore crescita del numero di linee attive di telefonia mobile, che raggiungono i 95 milioni, nonostante l’ormai raggiunta saturazione del mercato con 47 milioni di utenti
• La crescita del 3.8% dei VAS mobili, grazie a browsing e mobile apps

Il miglioramento nel dato di crescita del mercato IT non è da considerarsi del tutto positivo in quanto esso va confrontato con gli andamenti degli altri maggiori Paesi che risultano tutti positivi (fig.2).

Figura 2 Il mercato dell’IT nei principali Paesi (variazioni 2009 e 2010)

Fonte: Assinform / NetConsulting

Il minor calo del mercato IT è dovuto ad un migliore andamento di tutti i principali segmenti, con una particolare evidenza per l’hardware che ha chiuso il 2010 in crescita del 2.8% recuperando più di 17 punti percentuali di crescita, nonostante la prosecuzione del calo dei prezzi unitari che rappresenta ormai un dato strutturale di questo mercato (fig. 3).

Figura 3 Il mercato IT in Italia (2008-2010)

Fonte: Assinform / NetConsulting

Il comparto dei personal computer registra complessivamente una buona ripresa sia in valore, sia unità, queste ultime con una crescita più accentuata. Le vendite dell’intero comparto, che include i desktop, notebook e tablet di nuova generazione, e i PC Server con tecnologia x86, ammontano a più di 8 milioni di unità, in crescita del 15,7% sull’anno precedente .

Pur in presenza di un andamento positivo sia dei notebook sia dei desktop, rispettivamente pari al 9,8% e al 10,4% in unità, ma decisamente meno positivo in valore, occorre sottolineare che la crescita, soprattutto in valore ha avuto un contributo determinante nella vera e propria esplosione, nella seconda parte del 2010, delle vendite di tablet touch screen pari a 428.000 unità, che hanno in parte eroso quote di mercato ai segmenti mobile e hanno determinato di fatto il segno positivo del mercato PC.

In particolare per le maggiori funzionalità e soprattutto per le caratteristiche di user experience i Tablet hanno progressivamente eroso le vendite dei netbook, che sono passati da un incremento anno su anno superiore all’80% ad uno pari appena al 7.8% nel 2010.

I segnali di recupero che interessano complessivamente il mercato IT risultano evidenti anche nelle dinamiche di crescita del Software e dei Servizi.

Il comparto del Software registra una crescita ancora negativa ma in recupero rispetto al 2009, a causa del segmento delle applicazioni che cala dell’1.8% e che subisce gli effetti delle azioni di razionalizzazione e consolidamento dei parchi applicativi che molte aziende stanno perseguendo. Recuperano, invece, tornando al segno positivo i segmenti del software di base trainati dalle vendite di PC.

E del middleware il cui buon andamento è connesso agli investimenti sulle infrastrutture, la virtualizzazione e al ridisegno dei Data Center funzionale all’adozione del Cloud Computing.

Anche il segmento dei servizi IT appare in recupero dal -6.5% al -3.6%, ma questo andamento ancora sensibilmente negativo è dovuto al perdurare del fenomeno del downpricing delle tariffe e all’attivazione di pochi progetti rilevanti essendo le aziende ancora molto propense al risparmio sui costi e alla manutenzione dell’esistente.

Questa situazione accompagnata da una tendenziale ulteriore riduzione del parco fornitori da parte delle maggiori aziende utenti sta creando difficoltà presso i vendor piccoli e medi.

Nel 2011 il mercato dell’ICT dovrebbe continuare il suo percorso di lento recupero con le telecomunicazioni ancora in territorio negativo (-0.6%) ed un ritorno al segno positivo per l’informatica (+1.3%).

In conclusione il mercato italiano dell’ICT sembra essersi scrollato di dosso gli effetti pesanti della crisi e sembra riavviarsi anche se timidamente verso la ripresa.

Alcuni segnali e alcune tendenze presenti anche sul mercato italiano lo confermano, ma i deboli tassi di crescita previsti e le incertezze che li accompagnano non sono sufficienti a riavviare un ciclo di sviluppo stabile simile a quello che si registra nei maggiori Paesi.

Per dare gambe solide alla timida ripresa in atto, occorre ispirarsi alle raccomandazioni contenute nell’Agenda Digitale Europea varata a metà 2010 ed elaborare un’Agenda Digitale per l’Italia rafforzando contemporaneamente il settore dell’ICT ed avviare partnership pubblico – private per promuovere e finanziare progetti infrastrutturali e di sistema, la cui realizzazione è ormai essenziale e indifferibile per la modernizzazione e la competitività del nostro Paese.

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